Sperare nella Resilienza Umana – Come nel 1919 . . . . #Coccole, #Eros, #Salute, e # AmoreEcosessuale

Foto d’epoca dal tempo dell’influenza spagnola, 1919-20.

Queste foto mi danno speranza. Se è passato allora, anche questa volta passerà.

Non può essere così grave come a volte ci viene da pensare.

Se abbiamo fede nelle nostre capacità di autoguarigione, possiamo fare il meglio di questa esperienza.

Era proprio un secolo fa. E il mondo usciva da una lunga guerra mondiale, piena di stenti, paure, dolore, perdite, e fame.

Il sistema immunitario della gente era stato indebolito da tutte queste esperienze spaventose.

Così per i patogeni dell’influenza spagnola fu più facile impattare chi poteva ammalarsi.

I media che già allora erano assai potenti fecero il resto.

Eppure, dopo poco tempo iniziarono anni assai belli, conosciuto come gli “anni ruggenti” (the roaring twenties), in cui le donne si accorciarono le gonne e si liberarono, molte iniziarono a votare, le società divennero più divertite e rilassate, la gente si godette la pace e la prosperità.

Tutto questo, per lo meno fino al 1929, quando crollò la borsa di New York, e iniziò la Grande Depressione che poi portò alla povertà delle masse, per lo meno nei paesi industriali, e infine ai cambiamenti politici che risultarono nella Seconda Guerra Mondiale.

In Italia fu un po’ diverso, gia che il Fascismo con la sua mentalità oscurantisa, prese piede presto, nel 1922, e soffocò molti degli impulsi innovatori dell’età. Allo stesso tempo, si consolidarono le strutture interne mantenendo certe sostenibilità.

Ora di fronte a queste foto possiamo vedere i nostri antenati e antenate, anche loro con queste mascherine che tanto ci infastidiscono e a volte ci fanno tossire e soffocare.

Non è la prima volta. E non sarà l’ultima.

È sempre importante ricordare che qualsiasi patogeno, virus o altro, ha potere nella misura in cui noi ci indeboliamo.

Se pratichiamo la resilienza, coltiviamo la nostra speranza, e ci prendiamo cura di noi stess* e delle persone che amiamo, alla fine l’agente patogeno si indebolirà.

E allora potremo occuparci dei problemi anche più reali, dai quali il fenomeno pandemia ci sta distraendo senza che ce ne accorgiamo.

Per esempio il riscaldamento globale e la maniera in cui, proprio attraverso questo virus, la nostra padrona di casa, Gaia, la Terra, ci sta mandando un messaggio:

Per favore, smettetela di abusarmi. Non ne posso più delle vostre trivellazioni, delle vostre estrazioni. Ho bisogno anch’io di trovare pace. Di rasserenarmi. Di sentire che voi esseri umani, cosi come le altre forme di vita, siete leggeri e sapete integrarvi con il biota che ci contiene tutti e tutte. Siamo insieme in questo grande ecosistema molteplice chiamato Gaia, fatto di elementi collegati che si collegano, che interagiscono energeticamente e si impattano in maniera simbiotica e autoregolata.”

“Non abusate.”

“Non lasciate che un nuovo salto tecnonogico nasconda ancora una volta l’anelito di felicità e amore che veramente muoverebbe l’esistenza umana verso un salto quantico.

Non lasciate che una rivoluzione meramente tecnonologica sostituisca una oligarchia con un’altra, spiazzando i magnati del petrolio, infelicemente rappresentati da Trump e i suoi seguaci assai bruttini, con i grandi nuovi ricchi dei microchip che aspirano a dominare l’era della digitalità e che sono ugualmente ossessivi, antiestetici, ed insaziabili.”

“Insieme, navighiamo questa trasformazione in gran parte inevitabile facendola nostra, facendola qualcosa che co-creiamo insieme mentre affrontiamo con coraggio le oggettive difficoltà di reinventare un mondo in cui la salute va d’accordo con la felicità, sia per ciascuna persona, che per tutte le forme di vita che ci accmpagnano un questo viaggio collettivo su e attraverso di me, Gaia, sia per gli elementi che formano la base del terzo pianeta e la sua generosa ospitalità.”

Ecco cosa canalizza dentro di me la voce autentica di Gaia, la padrona di casa che gentilmente ci sta ospitando con le sue grazie!

Ed ecco le foto di cui vi parlavo.

E voi, cosa sentite al vedere queste foto?

Quali emozioni, quali ricordi, quali storie di famiglia vi possono ricordare?

Io di storie ne ho molte e ve le sto preparando in un’edizione straordinaria di un libro chiamato EROS, dalla forza vitale, l’energia della vita conosciuta con questo nome fin dall’epoca dei Titani, le divinità greche antiche che corrispondevano alle forze della natura e che era saggio assecondare, e, se possibile, canalizzare.

Vi chiedo la resilienza di aspettare questo libro con pazienza e con emozione. Infatti esso, con l’esempio di una vita vissuta con temerarietà, coraggio, gioia, e generosità–una vita che si interseca amorevolmente e assertivament con molte altre–vi fornirà una guida per inventarne una, quella vostra, che vi piacerà acora di più, e che poi, a vostra volta, potrete, raccontandola ad altre persone amate, trasformare a sua volta in un’opera d’arte.

Queste è la saggezza dell’amore in cui la mia esperienza desidera guidarvi, incoraggiando anche ciascuno e ciascuna ad apprezzare la proria esperienza come fonte di saggezza, amore e serenità.

Con queste foto vi offro anche la copertina che abbiamo disegnato. E vi invito ad unirvi all’ EROS Book Club. Sarà nostro piacere tenervi al corrente di tutto ciò che intorno a questo libro si darà. Benvenut* e grazie!

Il lockdown del Covid ci ha portato una nuova istituzione, il o la compagna di coccole (detto anche copain/copine de calins, o cuddle buddy). Questa è una persona fisicamente vicina con cui accordare di sostenersi reciprocamente riguardo alle necessità di dare e ricevere abbracci, coccole, carezze, massaggi. Di realizzare momenti di contatto fisico e aurico amorevole e delicato che ci facciano, nelle limitatissime possibilità del lockdown, mantenere alto il livello di ossitocina nel corpo e nell’anima, livello che poi ci dà la voglia di vivere e affrontare le correlate difficoltà.

Ora, fare le coccole a chi ci sta vicino sta diventando indipendente da qualsiasi altro legame, sia di sangue che di affinità, da qualsiasi desiderio di tipo erotico o sessuale. Forse è questo un risvolto positivo della vita covidiana: che riscopriamo questa nostra virtù e la pratichiamo con gioia data la necessità.

Storicamente, le coccole, o cuddles, sono un’invenzione suprema del mio amico Reid Mihalko e le sue collaboratrici. Questa pratica portata in Italia da Paolo Pallavidino e me stessa è ora diventata un modo di mantenere la salute nella domesticità alla quale ci vediamo obbligat*. Generare ossitocina attiva il sistema immunitario, è quindi un modo per comprovare la propria responsabilità sociale alleggerendo gli oneri dei sistemi sanitari suppostamente collassanti.

Noi le coccole già le conoscevamo, grazie a Gustav Klimt, che nei suoi dipinti le ha immortalate.

Godetevi la copertina di EROS, che vede le coccole abbondanti nel dipinto Das Madchen, le ragazze. Se volete una guida nel come manifestare un o una cuddle buddy nella vostra vita covidiana, contattatemi.

Buon lockdown, e ricordate, l’arma più potente è la felicità!

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  aka Serena Anderlini-D’Onofrio, PhD

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